NUOTO CLUB MONZA - PALLANUOTO
 

Felice Anno Nuovo



 

Uno dei miei attori preferiti una volta disse che il finale è il 50% di un film. Da quel giorno non ho mai smesso di credere che fosse vero. E oggi sono qui a scrivere il mio finale. Il mio pezzo di chiusura del 2011. La quinta pagina che tira un po’ le somme di questo inizio di diario. E sono preoccupato. Sono preoccupato perché quando ti poni tante aspettative, finisci per strafare, e strafare non è sempre cosa buona. Preoccupato perché quando vuoi chiudere in bellezza, con un messaggio che si depositi in una qualche zona del subconscio per non essere dimenticato, risulti spesso pretenzioso. A voi questa captatio benevolentiae, che chiede, per la prima volta, un po’ di umana comprensione.


Senz’altri fronzoli, diamo inizio alle danze…


Avrei dovuto enumerare cronologicamente una serie d’importanti eventi. Una linea del tempo dell’anno agonistico che ci sta lasciando. Vi avrei dovuto raccontare la favola della magica Con-Serr-Ot, da cenerentola a reginetta del ballo, le epiche imprese dei Tisiottini, conquistatori di mezza Italia, e la storia dei Frisoniani, Davide che batte Golia. Avrei dovuto ricordarvi (nonostante ci avessero già pensato, proprio in questi giorni, ben più alti aedi) il trionfo estivo dell’Impero Romano in terra cinese. Ma non farò nulla di tutto questo. O meglio, lo farò in piccola parte. Mi accingo a spiegare, consapevole del mio umile ruolo ma, anche, dell’onestà intellettuale che mi appartiene, cosa lega il Nuoto Club Monza al Settebello campione del mondo.


L’aver creduto. Diamo senso alla vita quando scegliamo di credere in qualcosa. Di crederci con coraggio, senza metterlo in dubbio alla prima difficoltà. Diamo senso alla vita quando lottiamo contro la paura di avere fede. Di riporre fiducia. Quando crediamo, punto. Senza un ma, un se o un perché.
Ecco come la Prima squadra ha trasformato un campionato di stenti, in un quinto posto. O come l’Under 17 ha, prima, impressionato alle finali nazionali raggiungendo uno storico sesto piazzamento e, poi, qualche mese dopo, battuto, contro ogni pronostico, il Bergamo, aggiudicandosi l’accesso nell’elite delle grandi d’Italia. O, ancora, come l’Under 15, non più la stessa straordinaria squadra degli anni passati, sia comunque sbarcata in Sicilia alle semifinali nazionali di categoria. O, infine, come la banda Campagna, capitanata dal sempreverde Felugo e trascinata dal suo portierone Tempesti, sia salita sul gradino più alto di un podio che, due anni prima, in patria, aveva osservato col binocolo.


E allora ecco che in un cielo senza nuvole sorge il sole, chiaro come non lo è mai stato. Ecco che il vino è invecchiato a tal punto da sentirne l’aroma in bocca per un’ora intera. Che funghi e carciofini si sono impregnati per bene del gusto dell’olio. E ti sembra di trovare una soluzione a tutte le questioni in sospeso. Una risposta a tutte le domande. Non è vero, credere non è abbastanza. Ma è indispensabile.


È il mio proposito per l’anno che verrà. Scegliere con cura in cosa è giusto credere e, poi, farlo con tutto me stesso. E basta.
Il mio augurio è che quel proposito sia anche il vostro. Credete nelle persone o in Dio o nello stato. Credete a Babbo Natale o alla Fatina dei denti. Credete nel lavoro o nella famiglia o nei sogni. Credete nell’amicizia o nell’amore. Insomma, credete in qualcosa in cui vi sembra giusto credere. Credete nel futuro.
Vi lascio con l’immancabile citazione. È un estratto romanzato dell’ultimo singolo di Lorenzo Cherubini : “Dicono che è vero che, quando si muore, poi non ci si vede più, che ogni grande amore naufraga la sera davanti alla tv e, anche, che ad ogni speranza corrisponde stessa quantità di delusione. Dicono che è vero che, quando si nasce, sta già scritto tutto dentro ad uno schema, che c’è solo un modo per risolvere un problema, e, anche, che ogni sognatore diventerà cinico invecchiando. Dicono che è vero, sì, ma anche fosse vero, non sarebbe giustificazione per non farlo più.”
Felice anno nuovo.

 
 
Luca Rizzati.
 
N.d.r:. Per "vivere" meglio il pezzo l'autore consiglia di leggerlo ascoltando la musica di sottofondo inclusa.